9.4.15

CORRIDONI!




Riprendiamo le pubblicazioni della nostra Avanguardia in un'ora storica. 
La immane catastrofe in cui è piombata l'Europa ha fatto crollare come fragili impalcature di palcoscenico tutte le costruzioni ideali ed umanitarie che i popoli avevano eretto in quarant'anni di pace e di lavoro fecondo...

Ma vi sono avvenimenti che scuotono la fede più cieca ed incrollabile: la guerra europea è uno di quelli. Noi non credevamo al tradimento dei proletari tedeschi ed austriaci: s'è consumato. 
Quando i nostri governanti ci prospettavano la possibilità di una guerra europea che travolgesse l'Italia- e ne traevano conseguenza gli armamenti indispensabili- noi negavamo violentemente e rispondevamo trionfanti che se anche tale ipotesi avesse la possibilità di realizzarsi, lo sciopero generale insurrezionale del proletariato all'atto della mobilitazione avrebbe stroncato la guerra sul nascere. 

Ci illudevamo. I fatti ci hanno dato la più solenne smentita, e noi se non siamo dei caparbi, della gente che vuole avere ragione ad ogni costo, siamo in dovere di riconoscere che non vedemmo giusto, e siamo in obbligo quindi di riprendere in esame tutti i nostri piani di guerra per conformarli alle esigenze della mutata situazione.

Filippo Corridoni, Avanguardia

12.3.15

INTUIZIONE!




I proletari di Germania 
hanno dichiarato di essere prima tedeschi e, poi socialisti. 
Ecco un fatto nuovo che noi ignoravamo e che abbiamo avuto il torto di non intuire.

Filippo Corridoni

13.2.15

CulturAlternativa/Fascistelli, l'intervista.


Belli i tempi in cui eravamo Fascistelli?

Nel torpore politico di questo gelido 2015 arriva come un fulmine a ciel sereno una pellicola autoprodotta che punta l’attenzione su una storia di militanza esemplare ed adattabile a tutte le realtà di provincia nella provincia dei primi anni 90. 
Stefano Angelucci Marino, prima con il romanzo e dopo con il film, uscito in questi giorni in anteprima assoluta, riesce a fotografare il punto di vista di un giovane militante dell’ultimo Fronte della Gioventù. Siamo nel 1993 ed inizia la fine per quell’area identitaria, che fino ad allora ha rappresentato un’alternativa al $istema in Italia.
Per le lettrici ed i lettori de Lo Schiaffo 451 abbiamo intervistato Stefano, che interpreta il grottesco Fendente il Fascistone, che diventa Fetente il Politicante. Domenica pubblicheremo la recensione sul film che abbiamo potuto vedere in anteprima. 
Ora gustateVi l’intervista, che rappresenta il primo passo di un percorso culturale dove riflessioni, emozioni e rabbia si mescolano come quella colla usata per tappezzare le mura delle cittadine con i manifesti marchiati a fuoco da una Fiaccola Tricolore, simbolo di una ribellione sterilizzata. I ricordi di una generazione orfana di un mondo differente, polverizzato dalla sete di potere e dalla confusione ideologica, possono essere utili soprattutto oggi, perché molti Uomini in piedi si sono seduti dietro una tastiera e le rovine morali hanno preso il sopravvento nelle piazze. 
La Rivoluzione doveva essere come il vento, non disperdesi nel vento.

d- Come nasce l'idea del film "Fascistelli"?
r- Nasce dal romanzo omonimo, “FASCISTELLI” (Il Cerchio Edizioni) pubblicato nel 2013. Ho scritto il romanzo e mi è venuta voglia di farne un film. Ho proposto la cosa al mio amico Roberto Moretto di Foggia (JRStudio, casa cinematografica) e ci siamo lanciati nell’avventura.

10.2.15

ONORE AI MARTIRI DELLE FOIBE 10 febbraio 2015


Cmc321: Foibe, chi dimentica è complice!

L'appello all'Unione dei Comuni Caudini.

Valle Caudina - La Comunità Militante Caudina 321 ha commemorato gli oltre diecimila italiani trucidati nelle cavità carsiche, più comunemente conosciute come Foibe in occasione del Giorno del Ricordo. Chi dimentica è complice è il messaggio lanciato dagli attivisti caudini con uno striscione aperto in Piazza Trescine a Cervinara. “Ogni 10 febbraio  la Comunità Militante - dichiara il direttivo in una nota - tiene accesa la fiamma del ricordo per un massacro impunito, nascosto dalla storiografia ufficiale fino a qualche anno addietro e che continua a essere dimenticato, incredibilmente, da una larga parte della società civile. La pulizia etnica a danno degli Italiani dell’Istria, di Fiume e delle terre dalmate è una ferita ancora aperta, su cui bisogna porre l’attenzione per raggiungere l’obiettivo di una memoria condivisa, non divisa. Oltre 10 mila italiani vennero infoibati senza pietà e altri 350 mila obbligati a lasciare le proprie case, passate dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, alla Jugoslavia del maresciallo Tito. Questo è un capitolo disumano della storia italiana e le nuove generazioni devono sapere la verità. Lo Stato commemora i Martiri delle Foibe con la giornata del Ricordo da appena 11 anni ed il nostro dovere resta quello di chiedere giustizia e di superare appunto l’odio ideologico di una guerra civile lontana, ma che macchia ancora le coscienze di molti”. La Cmc321 rende onore ai due infoibati caudini, ossia Giovanbattista Mele, un militare di Cervinara e Angelo Americo Amato, un civile di San Martino Valle Caudina. “Chiediamo al neonato consiglio dell’Unione dei Comuni Caudini, riunitosi per la prima volta proprio ieri a Montesarchio, di portare all’attenzione della popolazione, per il futuro prossimo, questi due martiri caduti in una tragedia nazionale e sepolti nell’oblio. Non ci stancheremo di ripudiare quel concetto che vede in Italia morti di serie A e morti di serie B. Il cordoglio non deve avere colori politici e la vera commemorazione per le Foibe, a nostro avviso, sarà tale solo quando il rispetto per i morti non resterà ingabbiato in un freddo carteggio burocratico tra istituzioni varie. Ricordare significa onorare e chi dimentica – conclude il direttivo della Cmc321 – è complice di quegli assassini accecati dall’odio ideologico, che con fermezza condanniamo".

Il Direttivo



Comunità Militante Caudina 321




16.1.15

LO SPORT E' DEL POPOLO!




Cmc321: Ecosostenibilità, biostrutture ed energia pulita per il rilancio dello sport.

Cervinara- La Comunità Militante Caudina 321 interviene sulla questione “Canada” con idee chiare. In questi giorni è emerso il problema legato alle condizioni del campo sportivo della cittadina e il Direttivo dei militanti caudini esprime la propria opinione in merito, lanciando delle interessanti proposte: “In un momento di crisi come questo sembrerebbe fuori luogo parlare di una struttura sportiva come quella di Cervinara. Noi siamo convinti, invece, che lo sport sia necessario per la socializzazione per una comunità umana come quella Cervinarese, inserita nel contesto organico della neonata unione dei Comuni Caudini. Cervinara potrebbe essere l’area adatta allo sport della nuova Caudium, per tradizione, esperienza e passione. Il PalaCaudium, che a breve vedrà la luce grazie all’interessamento dell’amministrazione Tangredi, è il primo passo per questo polo sportivo caudino che vogliamo porre all’attenzione di chi di dovere. Un polo sportivo ecosostenibile. Ecco, – dichiara il direttivo della Cmc321- visto che i costi sono elevati e insostenibili per le amministrazioni locali, lanciamo l’idea di progettare e potenziare le strutture sportive comunali con impianti che seguono i principi della BioArchitettura, in modo tale da renderli autosufficienti o addirittura un produttori di energia. In Italia sono poche le realtà che hanno abbracciato queste nuove linee guida, ma i risultati ci sono”. La Cmc321 è al lavoro per proporre un progetto nuovo sia alla giunta cervinarese che all’intera Caudium, per intercettare anche finanziamenti europei che esistono sul fronte dell’ecosostenibilità e dell’impatto zero con l’ambiente, oltre all’energia solare e al risparmio economico per i cittadini.
A Ferrara lo stadio ha 60mila pannelli solari, che occupano una superficie di 292mila metri quadrati. I pannelli seguono il movimento del sole per massimizzare l’acquisizione della luce. Lo stadio è capace di produrre 14 megawatt, pari al fabbisogno energetico di 7.000 famiglie. Oltre all’aspetto ecologico, c’è ovviamente anche quello economico. Si attende di fatti un ritorno finanziario quantificabile in oltre un milione di euro a stagione. Ci sono altri casi eclatanti di stadi, anche di enormi dimensioni, che hanno deciso di affidarsi alle energie rinnovabili per fare fronte al proprio fabbisogno energetico. Con queste strutture si evita l’emissione in atmosfera di tonnellate di CO2 ogni anno e con le rinnovabili, tipicamente l’energia solare, si riduce l’impatto ambientale e si guadagna nel lungo termine. Inoltre, gli attivisti suggeriscono agli addetti ai lavori anche un’idea ardita, ma fattibile, ossia “Adotta una zolla dello Stadio Canada”. Un’azione mirata al coinvolgimento attivo di tutta la popolazione nel progetto. Con una piccola somma tutti possono contribuire allo sviluppo. Nel bergamasco già ci hanno provato e qualcosa si sta muovendo. Infine, gli attivisti lanciano un chiaro appello alle istituzioni per evitare polemiche e polveroni inutili: “Lo sport deve unire e solo con l’unità d’intenti potremo costruire il futuro della nostra area, con intelligenza e lungimiranza, scavalcando discorsi faziosi e inutili”.
Il Direttivo
Comunità Militante Caudina 321