25.4.15
9.4.15
CORRIDONI!
Riprendiamo le pubblicazioni della nostra Avanguardia in un'ora storica.
La immane catastrofe in cui è
piombata l'Europa ha fatto crollare come fragili impalcature di palcoscenico
tutte le costruzioni ideali ed umanitarie che i popoli avevano eretto in quarant'anni
di pace e di lavoro fecondo...
Ma vi sono avvenimenti che scuotono la fede più
cieca ed incrollabile: la guerra europea è uno di quelli. Noi non credevamo al
tradimento dei proletari tedeschi ed austriaci: s'è consumato.
Quando i nostri
governanti ci prospettavano la possibilità di una guerra europea che
travolgesse l'Italia- e ne traevano conseguenza gli armamenti indispensabili-
noi negavamo violentemente e rispondevamo trionfanti che se anche tale ipotesi
avesse la possibilità di realizzarsi, lo sciopero generale insurrezionale del
proletariato all'atto della mobilitazione avrebbe stroncato la guerra sul
nascere.
Ci illudevamo. I fatti ci hanno dato la più solenne smentita, e noi se
non siamo dei caparbi, della gente che vuole avere ragione ad ogni costo, siamo
in dovere di riconoscere che non vedemmo giusto, e siamo in obbligo quindi di
riprendere in esame tutti i nostri piani di guerra per conformarli alle esigenze
della mutata situazione.
Filippo Corridoni, Avanguardia
26.3.15
19.3.15
12.3.15
INTUIZIONE!
I proletari di Germania
hanno dichiarato di essere prima tedeschi e, poi socialisti.
Ecco un fatto nuovo che noi ignoravamo e che abbiamo avuto il torto di non intuire.
Filippo Corridoni
5.3.15
13.2.15
CulturAlternativa/Fascistelli, l'intervista.
Belli i tempi in cui eravamo Fascistelli?
Nel torpore politico di questo
gelido 2015 arriva come un fulmine a ciel sereno una pellicola autoprodotta che
punta l’attenzione su una storia di militanza esemplare ed adattabile a tutte
le realtà di provincia nella provincia
dei primi anni 90.
Stefano Angelucci Marino, prima con il romanzo e dopo con il
film, uscito in questi giorni in anteprima assoluta, riesce a fotografare il
punto di vista di un giovane militante dell’ultimo Fronte della Gioventù. Siamo
nel 1993 ed inizia la fine per quell’area identitaria, che fino ad allora ha
rappresentato un’alternativa al $istema in Italia.
Per le lettrici ed i lettori de
Lo Schiaffo 451 abbiamo intervistato Stefano, che interpreta il grottesco Fendente il Fascistone, che diventa Fetente il Politicante. Domenica pubblicheremo la
recensione sul film che abbiamo potuto vedere in anteprima.
Ora gustateVi l’intervista,
che rappresenta il primo passo di un percorso culturale dove riflessioni, emozioni e rabbia si
mescolano come quella colla usata per tappezzare le mura delle cittadine con i
manifesti marchiati a fuoco da una Fiaccola Tricolore, simbolo di una
ribellione sterilizzata. I ricordi di una generazione orfana di un mondo
differente, polverizzato dalla sete di potere e dalla confusione ideologica,
possono essere utili soprattutto oggi, perché molti Uomini in piedi si sono
seduti dietro una tastiera e le rovine morali hanno preso il sopravvento nelle piazze.
La Rivoluzione
doveva essere come il vento, non disperdesi nel vento.
d- Come nasce l'idea del film
"Fascistelli"?
r- Nasce dal romanzo omonimo,
“FASCISTELLI” (Il Cerchio Edizioni) pubblicato nel 2013. Ho scritto il romanzo
e mi è venuta voglia di farne un film. Ho proposto la cosa al mio amico Roberto
Moretto di Foggia (JRStudio, casa cinematografica) e ci siamo lanciati
nell’avventura.
10.2.15
ONORE AI MARTIRI DELLE FOIBE 10 febbraio 2015
Cmc321: Foibe, chi dimentica è complice!
L'appello all'Unione dei Comuni Caudini.
Valle
Caudina - La Comunità Militante Caudina 321 ha commemorato gli oltre diecimila
italiani trucidati nelle cavità carsiche, più comunemente conosciute come Foibe
in occasione del Giorno del Ricordo. Chi dimentica è complice è il messaggio
lanciato dagli attivisti caudini con uno striscione aperto in Piazza Trescine a
Cervinara. “Ogni 10 febbraio la Comunità
Militante - dichiara il direttivo in una nota - tiene accesa la fiamma del
ricordo per un massacro impunito, nascosto dalla storiografia ufficiale fino a
qualche anno addietro e che continua a essere dimenticato, incredibilmente, da
una larga parte della società civile. La pulizia etnica a danno degli Italiani
dell’Istria, di Fiume e delle terre dalmate è una ferita ancora aperta, su cui
bisogna porre l’attenzione per raggiungere l’obiettivo di una memoria
condivisa, non divisa. Oltre 10 mila italiani vennero infoibati senza pietà e
altri 350 mila obbligati a lasciare le proprie case, passate dopo la sconfitta
nella seconda guerra mondiale, alla Jugoslavia del maresciallo Tito. Questo è
un capitolo disumano della storia italiana e le nuove generazioni devono sapere
la verità. Lo Stato commemora i Martiri delle Foibe con la giornata del Ricordo
da appena 11 anni ed il nostro dovere resta quello di chiedere giustizia e di
superare appunto l’odio ideologico di una guerra civile lontana, ma che macchia
ancora le coscienze di molti”. La Cmc321 rende onore ai due infoibati caudini,
ossia Giovanbattista Mele, un militare di Cervinara e Angelo Americo Amato, un
civile di San Martino Valle Caudina. “Chiediamo al neonato consiglio
dell’Unione dei Comuni Caudini, riunitosi per la prima volta proprio ieri a
Montesarchio, di portare all’attenzione della popolazione, per il futuro
prossimo, questi due martiri caduti in una tragedia nazionale e sepolti
nell’oblio. Non ci stancheremo di ripudiare quel concetto che vede in Italia
morti di serie A e morti di serie B. Il cordoglio non deve avere colori
politici e la vera commemorazione per le Foibe, a nostro avviso, sarà tale solo
quando il rispetto per i morti non resterà ingabbiato in un freddo carteggio
burocratico tra istituzioni varie. Ricordare significa onorare e chi dimentica
– conclude il direttivo della Cmc321 – è complice di quegli assassini accecati
dall’odio ideologico, che con fermezza condanniamo".
Il
Direttivo
16.1.15
LO SPORT E' DEL POPOLO!
Cmc321: Ecosostenibilità, biostrutture ed energia pulita per il rilancio dello sport.
Cervinara- La Comunità Militante
Caudina 321 interviene sulla questione “Canada” con idee chiare. In questi
giorni è emerso il problema legato alle condizioni del campo sportivo della
cittadina e il Direttivo dei militanti caudini esprime la propria opinione in
merito, lanciando delle interessanti proposte: “In un momento di crisi come
questo sembrerebbe fuori luogo parlare di una struttura sportiva come quella di
Cervinara. Noi siamo convinti, invece, che lo sport sia necessario per la
socializzazione per una comunità umana come quella Cervinarese, inserita nel contesto
organico della neonata unione dei Comuni Caudini. Cervinara potrebbe essere l’area
adatta allo sport della nuova Caudium, per tradizione, esperienza e passione.
Il PalaCaudium, che a breve vedrà la luce grazie all’interessamento dell’amministrazione
Tangredi, è il primo passo per questo polo sportivo caudino che vogliamo porre
all’attenzione di chi di dovere. Un polo sportivo ecosostenibile. Ecco, –
dichiara il direttivo della Cmc321- visto che i costi sono elevati e
insostenibili per le amministrazioni locali, lanciamo l’idea di progettare e
potenziare le strutture sportive comunali con impianti che seguono i principi
della BioArchitettura, in modo tale da renderli autosufficienti o addirittura
un produttori di energia. In Italia sono poche le realtà che hanno abbracciato
queste nuove linee guida, ma i risultati ci sono”. La Cmc321 è al lavoro per
proporre un progetto nuovo sia alla giunta cervinarese che all’intera Caudium,
per intercettare anche finanziamenti europei che esistono sul fronte dell’ecosostenibilità
e dell’impatto zero con l’ambiente, oltre all’energia solare e al risparmio economico
per i cittadini.
A Ferrara lo stadio ha 60mila
pannelli solari, che occupano una superficie di 292mila metri quadrati. I
pannelli seguono il movimento del sole per massimizzare l’acquisizione della luce.
Lo stadio è capace di produrre 14 megawatt, pari al fabbisogno energetico di
7.000 famiglie. Oltre all’aspetto ecologico, c’è ovviamente anche quello
economico. Si attende di fatti un ritorno finanziario quantificabile in oltre
un milione di euro a stagione. Ci sono altri casi eclatanti di stadi, anche di
enormi dimensioni, che hanno deciso di affidarsi alle energie rinnovabili per
fare fronte al proprio fabbisogno energetico. Con queste strutture si evita l’emissione
in atmosfera di tonnellate di CO2 ogni anno e con le rinnovabili, tipicamente
l’energia solare, si riduce l’impatto ambientale e si guadagna nel lungo
termine. Inoltre, gli attivisti suggeriscono agli addetti ai lavori anche un’idea
ardita, ma fattibile, ossia “Adotta una zolla dello Stadio Canada”. Un’azione mirata
al coinvolgimento attivo di tutta la popolazione nel progetto. Con una piccola
somma tutti possono contribuire allo sviluppo. Nel bergamasco già ci hanno
provato e qualcosa si sta muovendo. Infine, gli attivisti lanciano un chiaro appello
alle istituzioni per evitare polemiche e polveroni inutili: “Lo sport deve unire e solo con l’unità d’intenti
potremo costruire il futuro della nostra area, con intelligenza e lungimiranza,
scavalcando discorsi faziosi e inutili”.
Il Direttivo
Comunità Militante Caudina 321
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